Cliniche Odontoiatriche Hospitadella

L’All-on-six è la riabilitazione completa di un’arcata con 6 impianti che garantisce maggiore stabilità, soprattutto nei casi con perdita ossea importante, necessità funzionali elevate o esigenze estetiche più complesse.
In Hospitadella è il risultato di una diagnosi completa che definisce se questa architettura implantare è davvero la più indicata per il tuo caso.
Inserire sei impianti invece di quattro non è automaticamente sinonimo di miglior risultato.
Lo diventa solo quando:
Utilizzare sei impianti dove non sono necessari può complicare la chirurgia e non apportare alcun vantaggio
Il Metodo Hospitadella del Dr. Gobbo prevede che il numero di impianti venga definito solo dopo una diagnosi completa e documentata.
Una struttura implantare più ampia, progettata nei minimi dettagli
L’obiettivo non è “aggiungere due impianti”, ma costruire una piattaforma più stabile quando la struttura anatomica lo richiede.
L’All-on-6 può essere preso in considerazione quando:
L’arcata è ampia e necessita di una base implantare maggiore
Sono presenti zone d’osso di qualità variabile
Sono previste protesi definitive più complesse
Ci sono stati insuccessi precedenti con riabilitazioni totali
Quando l’osso è significativamente ridotto o il caso richiede inclinazioni particolari, può risultare più indicato un All-on-4 o un altro tipo di riabilitazione.
La diagnosi serve esattamente a distinguere ciò che è possibile da ciò che è prudente.
Durante questo primo e fondamentale incontro, si analizza la situazione, si raccolgono i dati clinici e strumentali quali radiografie, tracciati, modelli o fotografie. Una volta raccolti tutti i dati clinici, il caso viene approfondito attraverso analisi strumentali avanzate e valutazioni funzionali mirate, supportate da diagnostica digitale e test specifici.
Viene affrontato un colloquio diretto allo scopo di preparare insieme al paziente il piano terapeutico di cura ottimale. Durante tutto il percorso di trattamento il paziente viene costantemente informato su cure, trattamenti, strumentazioni.
Intervento in anestesia locale (sedazione cosciente su richiesta) con protocollo farmacologico completo.
Rimozione dei denti non recuperabili (se necessario) e posizionamento degli impianti.
Viene realizzata una protesi “durable” che ti permette di uscire con una nuova arcata fissa.
Il paziente viene seguito nelle fasi successive all’intervento per monitorare la guarigione e intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Controlli periodici, sedute di igiene e smontaggi programmati della protesi per prevenire la perimplantite e monitorare gli impianti.
All-on-6, All-on-4 e protesi mobile:
cosa cambia
Può risultare instabile
Tende a muoversi durante la masticazione
Può creare irritazioni e richiede adesivi
Spesso limita il tipo di alimenti che si possono assumere
Possono creare fastidio
È applicato come soluzione a prescindere dal singolo caso
Può utilizzare materiali non chiaramente certificati
Non sempre prevede un percorso di mantenimento strutturato
Nasce da una diagnosi completa in 12 step
Protesi provvisoria fissa in giornata “durable” eseguita con precisione per non creare fastidi
Integra un programma di controlli e smontaggi periodici
Usiamo impianti garantiti a vita
Impianti Nobel Biocare garantiti a vita, nel rispetto del protocollo di mantenimento programmato.
L’intervento è organizzato per lavorare nelle condizioni di massimo comfort possibile per il paziente.
La protesi definitiva viene finalizzata solo quando il paziente approva pienamente il risultato.
Il primo passo è capire cosa è davvero giusto per te.
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Gli impianti dentali sono degli elementi metallici che, inseriti chirurgicamente nell’osso mandibolare o mascellare, vengono utilizzati nella moderna odontoiatria per la riabilitazione funzionale di pazienti affetti da edentulismo (mancanza di denti) sia parziale che totale; la loro funzione è quindi quella di sostituire in modo artificiale le radici dentali mancanti.
Quando vengono a mancare più elementi dentari oltre al danno di tipo estetico bisogna dare grande importanza ad un problema di tipo occlusale e alla ridotta efficienza masticatoria.
Nei trattamenti protesici tradizionali, come i ponti (protesi fisse ancorate ai denti naturali adiacenti, utilizzati come elementi di sostegno), l’assenza del supporto solitamente fornito dalle radici espone i denti di sostegno ad un forte sovraccarico masticatorio e non consente un corretto ripristino della funzione.
L’utilizzo di impianti dentali consente invece di sostituire artificialmente la funzione delle radici, ripristinando una corretta trasmissione dei carichi e l’efficienza masticatoria. Inoltre, il carico diretto sull’osso alveolare contribuisce a prevenire il riassorbimento osseo, mantenendone il volume nel tempo.
Nei casi di sostituzione di un singolo dente, l’impianto permette infine di preservare l’integrità dei denti adiacenti, evitando la loro preparazione protesica, necessaria nei ponti tradizionali.
È innanzitutto fondamentale la valutazione della salute generale del paziente. Ad esempio infezioni sistemiche, osteoporosi o malattie diabetiche devono essere opportunamente diagnosticate e compensate.
Va valutata accuratamente anche la condizione di salute della zona specifica da trattare; eventuali infezioni alla gengiva o ai denti adiacenti devono essere curate preventivamente per non compromettere il successo finale della terapia implantare.
L’utilizzo di moderni strumenti diagnostici come la radiografia endorale e la tomografia computerizzata (TAC) ci forniscono inoltre informazioni importanti sulla quantità di osso presente nella zona in cui si vuole posizionare l’impianto e sulla vicinanza di strutture anatomiche delicate, a cui bisogna prestare attenzione durante l’intervento, come il nervo mandibolare, i seni mascellari o le radici dei denti adiacenti.
La terapia implantare si sviluppa attraverso fasi cliniche ben definite, ciascuna delle quali è essenziale per la sicurezza e la durata del risultato.
La prima fase prevede una valutazione clinica approfondita, durante la quale viene verificata la fattibilità dell’intervento e analizzate le possibili alternative terapeutiche.
Successivamente ha luogo l’intervento chirurgico. L’inserimento degli impianti viene eseguito in ambulatorio, in anestesia locale o in sedazione cosciente.
Qualora il volume osseo risulti insufficiente, può rendersi necessario un intervento di rigenerazione ossea, effettuato prima o contestualmente al posizionamento degli impianti.
In base alle condizioni cliniche, gli impianti possono essere caricati immediatamente o dopo un periodo di guarigione. Segue una fase biologica fondamentale, durante la quale l’impianto si integra stabilmente con l’osso circostante.
Una volta completata l’osteointegrazione, si procede alla realizzazione della protesi, secondo quanto pianificato nel piano di trattamento iniziale, con l’obiettivo di ripristinare funzione ed estetica.
Dopo la riabilitazione protesica, sono fondamentali controlli periodici per monitorare la salute dei tessuti molli, il livello osseo e l’integrità della protesi.
Il mantenimento prevede inoltre sedute regolari di igiene orale professionale, indispensabili per preservare nel tempo la salute degli impianti e dei tessuti circostanti.
Gli impianti dentali sono realizzati in materiali metallici altamente resistenti e la loro rottura strutturale è un evento alquanto raro. In presenza di corrette condizioni igieniche e funzionali, un impianto può mantenere la propria stabilità anche per oltre vent’anni.
Le principali cause di insuccesso implantare non dipendono dal materiale dell’impianto, ma dalla perdita dei tessuti di supporto, che può essere favorita da:
– scarsa igiene orale e accumulo di placca batterica;
– condizioni sistemiche come osteoporosi, diabete non controllato, fumo e consumo di alcol;
– sovraccarichi funzionali, ad esempio in presenza di bruxismo o carichi masticatori prolungati;
– fattori legati allo stress, che possono influenzare la salute dei tessuti di sostegno.
Dopo l’inserimento di un impianto è importante adottare alcuni accorgimenti per preservarne la stabilità nel tempo:
evitare di utilizzare denti e impianti come utensili, per prevenire traumi e fratture;
in presenza di bruxismo, utilizzare regolarmente il bite notturno per ridurre i sovraccarichi;
mantenere una corretta igiene orale domiciliare e professionale, poiché placca e tartaro possono compromettere i tessuti di supporto dell’impianto;
limitare o evitare il fumo, che ha un impatto particolarmente negativo sulla salute degli impianti rispetto ai denti naturali.
Questi accorgimenti, associati ai controlli periodici, sono fondamentali per garantire la durata dell’impianto nel tempo.
No. Il protocollo prevede una protesi fissa provvisoria nella stessa giornata in cui vengono posizionati gli impianti.
No. Il protocollo prevede una protesi fissa provvisoria nella stessa giornata in cui vengono posizionati gli impianti.
Molte persone con scarso volume osseo possono beneficiare dell’All-on-6. La TAC 3D ci permette di valutare con precisione la fattibilità o, in alternativa, di proporre altre soluzioni (come le tecniche rigenerative).
Il costo varia a seconda della situazione di partenza e delle necessità protesiche. La diagnosi completa serve anche a definire un preventivo chiaro, con tutte le fasi incluse, senza costi nascosti.