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Cliniche Odontoiatriche Hospitadella

Stabilità superiore, distribuzione ottimale del carico

All-On-Six
guidata dalla Diagnosi
Completa in 12 Step

L’All-on-six è la riabilitazione completa di un’arcata con 6 impianti che garantisce maggiore stabilità, soprattutto nei casi con perdita ossea importante, necessità funzionali elevate o esigenze estetiche più complesse.

In Hospitadella è il risultato di una diagnosi completa che definisce se questa architettura implantare è davvero la più indicata per il tuo caso.

Quando quattro impianti non bastano

Esistono situazioni in cui l’All-on-4 può essere sufficiente, e altre in cui la bocca richiede una struttura più robusta pensata per distribuire il carico masticatorio su un numero maggiore di impianti.
Questo accade, ad esempio, quando:

l’osso residuo è presente, ma poco uniforme

ci sono delle inversioni dentali o discrepanze scheletriche (seconde e terze classi scheletriche)

la masticazione è particolarmente energica

l’arcata è ampia e necessita un supporto più solido

si desidera una protesi definitiva con architettura più complessa

ci sono state esperienze negative con impianti precedenti

In questi casi, la soluzione migliore non è “fare comunque un All-on-4”, ma valutare se sei impianti possano offrire un risultato più stabile e longevo.

Il numero corretto di impianti si decide
dopo lo studio del caso

Inserire sei impianti invece di quattro non è automaticamente sinonimo di miglior risultato.
Lo diventa solo quando:

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La qualità e la distribuzione dell’osso lo consentono

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La masticazione richiede una base più ampia

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La protesi definitiva beneficia di un supporto maggiore

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La diagnosi evidenzia aree delicate da proteggere

Utilizzare sei impianti dove non 
sono necessari può complicare 
la chirurgia e non apportare 
alcun vantaggio

Il Metodo Hospitadella del Dr. Gobbo prevede che il numero di impianti venga definito solo dopo una diagnosi completa e documentata.

La soluzione efficace

All-on-6

su Diagnosi Completa in 12 Step

Una struttura implantare più ampia, progettata nei minimi dettagli

L’obiettivo non è “aggiungere due impianti”, ma costruire una piattaforma più stabile quando la struttura anatomica lo richiede.

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Quando l’All-on-6
 è la scelta più indicata

L’All-on-6 può essere preso in considerazione quando:

L’arcata è ampia e necessita di una base implantare maggiore

È necessario distribuire meglio il carico masticatorio

Sono presenti zone d’osso di qualità variabile

Sono previste protesi definitive più complesse

Sono presenti bruxismo o abitudini parafunzionali

Ci sono stati insuccessi precedenti con riabilitazioni totali

Quando l’osso è significativamente ridotto o il caso richiede inclinazioni particolari, può risultare più indicato un All-on-4 o un altro tipo di riabilitazione.

La diagnosi serve esattamente a distinguere ciò che è possibile da ciò che è prudente.

Dal primo colloquio al nuovo
sorriso: il percorso in sintesi

Diagnosi Completa in 12 Step

Durante questo primo e fondamentale incontro, si analizza la situazione, si raccolgono i dati clinici e strumentali quali radiografie, tracciati, modelli o fotografie. Una volta raccolti tutti i dati clinici, il caso viene approfondito attraverso analisi strumentali avanzate e valutazioni funzionali mirate, supportate da diagnostica digitale e test specifici.

Discussione del caso e proposta terapeutica

Viene affrontato un colloquio diretto allo scopo di preparare insieme al paziente il piano terapeutico di cura ottimale. Durante tutto il percorso di trattamento il paziente viene costantemente informato su cure, trattamenti, strumentazioni.

Gestione del dolore

Intervento in anestesia locale (sedazione cosciente su richiesta) con protocollo farmacologico completo.

Intervento All-on-6

Rimozione dei denti non recuperabili (se necessario) e posizionamento degli impianti.

Protesi in giornata

Viene realizzata una protesi “durable” che ti permette di uscire con una nuova arcata fissa.

Assistenza disponibile post intervento

Il paziente viene seguito nelle fasi successive all’intervento per monitorare la guarigione e intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Mantenimento programmato

Controlli periodici, sedute di igiene e smontaggi programmati della protesi per prevenire la perimplantite e monitorare gli impianti.

La Differenza

All-on-6, All-on-4 e protesi mobile:
cosa cambia

Può risultare instabile

Tende a muoversi durante la masticazione

Può creare irritazioni e richiede adesivi

Spesso limita il tipo di alimenti che si possono assumere

Possono creare fastidio

È applicato come soluzione a prescindere dal singolo caso

Può utilizzare materiali non chiaramente certificati

Non sempre prevede un percorso di mantenimento strutturato

Nasce da una diagnosi completa in 12 step

Protesi provvisoria fissa in giornata “durable” eseguita con precisione per non creare fastidi

Integra un programma di controlli e smontaggi periodici

Usiamo impianti garantiti a vita

Alcuni casi vincenti di riabilitazione All-on-6

Parodontite avanzata con mancanza di denti posteriori per molto tempo. Protesi mobile antiestetica e non funzionale, difficoltà a masticare
Riabilitazione con all-on 6 superiore e all-on-4 inferiore
Malattia paradontale avanzata con mancanza totale di denti arcata superiore. Protesi mobile antiestetica, arcata inferiore protesi fissa su pochi denti con problemi di parodontite
Riabilitazione con all-on 6 superiore e inferiore
Parla con noi del tuo caso
Le garanzie per chi sceglie l’All-on-6 in Hospitadella
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Garanzia Impianti a Vita

Impianti Nobel Biocare garantiti a vita, nel rispetto del protocollo di mantenimento programmato.

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Garanzia Dolore Zero

L’intervento è organizzato per lavorare nelle condizioni di massimo comfort possibile per il paziente.

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Garanzia Soddisfazione Estetica

La protesi definitiva viene finalizzata solo quando il paziente approva pienamente il risultato.

Il primo passo è capire cosa è davvero giusto per te.

L’All-on-6 può riportare stabilità, funzione ed estetica anche in casi complessi. Per decidere se è la strada corretta, serve una diagnosi completa e documentata.

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Durante la diagnosi valuteremo la tua situazione, le possibili opzioni terapeutiche e i relativi tempi e costi, in modo chiaro e trasparente. Non c’è alcun obbligo a procedere con l’intervento.
FAQ

Domande frequenti sull'All-on-6

Gli impianti dentali sono degli elementi metallici che, inseriti chirurgicamente nell’osso mandibolare o mascellare, vengono utilizzati nella moderna odontoiatria per la riabilitazione funzionale di pazienti affetti da edentulismo (mancanza di denti) sia parziale che totale; la loro funzione è quindi quella di sostituire in modo artificiale le radici dentali mancanti.

Quando vengono a mancare più elementi dentari oltre al danno di tipo estetico bisogna dare grande importanza ad un problema di tipo occlusale e alla ridotta efficienza masticatoria.
Nei trattamenti protesici tradizionali, come i ponti (protesi fisse ancorate ai denti naturali adiacenti, utilizzati come elementi di sostegno), l’assenza del supporto solitamente fornito dalle radici espone i denti di sostegno ad un forte sovraccarico masticatorio e non consente un corretto ripristino della funzione.
L’utilizzo di impianti dentali consente invece di sostituire artificialmente la funzione delle radici, ripristinando una corretta trasmissione dei carichi e l’efficienza masticatoria. Inoltre, il carico diretto sull’osso alveolare contribuisce a prevenire il riassorbimento osseo, mantenendone il volume nel tempo.
Nei casi di sostituzione di un singolo dente, l’impianto permette infine di preservare l’integrità dei denti adiacenti, evitando la loro preparazione protesica, necessaria nei ponti tradizionali.

È innanzitutto fondamentale la valutazione della salute generale del paziente. Ad esempio infezioni sistemiche, osteoporosi o malattie diabetiche devono essere opportunamente diagnosticate e compensate.
Va valutata accuratamente anche la condizione di salute della zona specifica da trattare; eventuali infezioni alla gengiva o ai denti adiacenti devono essere curate preventivamente per non compromettere il successo finale della terapia implantare.
L’utilizzo di moderni strumenti diagnostici come la radiografia endorale e la tomografia computerizzata (TAC) ci forniscono inoltre informazioni importanti sulla quantità di osso presente nella zona in cui si vuole posizionare l’impianto e sulla vicinanza di strutture anatomiche delicate, a cui bisogna prestare attenzione durante l’intervento, come il nervo mandibolare, i seni mascellari o le radici dei denti adiacenti.

La terapia implantare si sviluppa attraverso fasi cliniche ben definite, ciascuna delle quali è essenziale per la sicurezza e la durata del risultato.

La prima fase prevede una valutazione clinica approfondita, durante la quale viene verificata la fattibilità dell’intervento e analizzate le possibili alternative terapeutiche.

Successivamente ha luogo l’intervento chirurgico. L’inserimento degli impianti viene eseguito in ambulatorio, in anestesia locale o in sedazione cosciente.

Qualora il volume osseo risulti insufficiente, può rendersi necessario un intervento di rigenerazione ossea, effettuato prima o contestualmente al posizionamento degli impianti.

In base alle condizioni cliniche, gli impianti possono essere caricati immediatamente o dopo un periodo di guarigione. Segue una fase biologica fondamentale, durante la quale l’impianto si integra stabilmente con l’osso circostante. 

Una volta completata l’osteointegrazione, si procede alla realizzazione della protesi, secondo quanto pianificato nel piano di trattamento iniziale, con l’obiettivo di ripristinare funzione ed estetica.

Dopo la riabilitazione protesica, sono fondamentali controlli periodici per monitorare la salute dei tessuti molli, il livello osseo e l’integrità della protesi.

Il mantenimento prevede inoltre sedute regolari di igiene orale professionale, indispensabili per preservare nel tempo la salute degli impianti e dei tessuti circostanti.

Gli impianti dentali sono realizzati in materiali metallici altamente resistenti e la loro rottura strutturale è un evento alquanto raro. In presenza di corrette condizioni igieniche e funzionali, un impianto può mantenere la propria stabilità anche per oltre vent’anni.

Le principali cause di insuccesso implantare non dipendono dal materiale dell’impianto, ma dalla perdita dei tessuti di supporto, che può essere favorita da:

– scarsa igiene orale e accumulo di placca batterica;

– condizioni sistemiche come osteoporosi, diabete non controllato, fumo e consumo di alcol;

– sovraccarichi funzionali, ad esempio in presenza di bruxismo o carichi masticatori prolungati;

– fattori legati allo stress, che possono influenzare la salute dei tessuti di sostegno.

Dopo l’inserimento di un impianto è importante adottare alcuni accorgimenti per preservarne la stabilità nel tempo:

evitare di utilizzare denti e impianti come utensili, per prevenire traumi e fratture;

in presenza di bruxismo, utilizzare regolarmente il bite notturno per ridurre i sovraccarichi;

mantenere una corretta igiene orale domiciliare e professionale, poiché placca e tartaro possono compromettere i tessuti di supporto dell’impianto;

limitare o evitare il fumo, che ha un impatto particolarmente negativo sulla salute degli impianti rispetto ai denti naturali.

Questi accorgimenti, associati ai controlli periodici, sono fondamentali per garantire la durata dell’impianto nel tempo.

No. Il protocollo prevede una protesi fissa provvisoria nella stessa giornata in cui vengono posizionati gli impianti.

No. Il protocollo prevede una protesi fissa provvisoria nella stessa giornata in cui vengono posizionati gli impianti.

Molte persone con scarso volume osseo possono beneficiare dell’All-on-6. La TAC 3D ci permette di valutare con precisione la fattibilità o, in alternativa, di proporre altre soluzioni (come le tecniche rigenerative).

Il costo varia a seconda della situazione di partenza e delle necessità protesiche.
La diagnosi completa serve anche a definire un preventivo chiaro, con tutte le fasi incluse, senza costi nascosti.