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Cliniche Odontoiatriche Hospitadella

Impianti dentali: quali sono i componenti e di che materiali sono fatti?

Gli impianti dentali sono una svolta per chi vuole tornare a sorridere: essere liberi di farlo sentendosi a proprio agio ha un immenso valore e, con avanzate tecniche chirurgiche, oggi è possibile per tutti, anche in assenza di uno o più denti.

Questo è infatti possibile grazie alle riabilitazioni impantari, su cui però c’è spesso confusione.

In questo articolo voglio darti un’idea più precisa sulle parti che compongono gli impianti dentali e sui materiali di cui sono fatti, in modo che tu possa avere a portata di mano informazioni che ti accompagneranno a scegliere il meglio per il tuo nuovo sorriso.

Di cosa si compone un impianto? 

Un impianto dentale è composto da una vite, un connettore e una protesi. Vediamoli più nel dettaglio!

Parti degli impianti dentali: la vite

Questa è la parte che si inserisce nell’osso. È l’impianto vero e proprio, anche se nel linguaggio comune, per impianto, molti intendono la struttura completa, corona inclusa.

La sua funzione è quella di sostituire in modo artificiale il ruolo che in un dente naturale è svolto dalla radice: tenere stabile il dente e permettergli di svolgere tutte le sue funzioni.

Per il suo inserimento è fondamentale che ci sia sufficiente osso e che abbia la qualità necessaria per reggere il carico di un dente fisso. 

Parti degli impianti dentali: l’abutment

Abutment, moncone, connettore sono parole diverse che indicano il manufatto che unisce la vite al nuovo dente.

Dopo l’inserimento dell’impianto dentale, rappresenta la porzione a stretto contatto con la mucosa gengivale, motivo per cui prende anche il nome alternativo di componente transmucosa.

Possono essere della misura standard fornita dalla casa produttrice, o personalizzata in base alla profondità dell’impianto e alla forma della gengiva.

Entrambi hanno lo stesso scopo, ma con qualche differenza significativa a favore della soluzione personalizzata in termini di risultati estetici e facilità di pulizia.

Parti degli impianti dentali: la protesi

La protesi è la parte visibile del sorriso. È la corona, il dente nuovo.

Anche in questo caso i materiali a disposizione sono diversi, quello che è importante per te sapere è che il giorno stesso dell’impianto avrai delle protesi provvisorie di un materiale meno resistente rispetto a quelle definitive, che saranno inserite solo a distanza di almeno 6 mesi. Te ne parlerò nel dettaglio più avanti.


Quando dopo una riabilitazione implantare vai a casa, sono proprio questi i tre componenti inseriti nella tua bocca.

Per ciascuno di essi, oggi sono disponibili diversi materiali, con rendimenti, caratteristiche, qualità e prezzi diversi.

Ecco i più comuni.

Quali sono i materiali usati per le riabilitazioni implantari?

Titanio

Il titanio è il materiale più usato per gli impianti dentali, ovvero le viti, per via delle sue proprietà che lo rendono estremamente adatto a questo scopo.

  • Per iniziare, il titanio è un metallo molto resistente e durevole in grado di reggere gli impatti della masticazione. Inoltre, non si corrode facilmente, il che è ideale per ottenere un’ottima funzionalità nel lungo termine ed evitare di doversi sottoporre a più di un intervento di riabilitazione implantare.
  • Un secondo motivo della sua diffusione è la sua biocompatibilità. Vuol dire che non è quindi riconosciuto come corpo estraneo dal nostro sistema immunitario, fondamentale per ridurre notevolmente il rischio di reazioni allergiche o di rigetto dell’impianto.
  • La terza caratteristica è la sua capacità di integrarsi con l’osso circostante, processo chiamato osteointegrazione. Questo consente all’impianto di diventare una parte stabile e duratura della struttura ossea della bocca, fornendo il supporto necessario alle protesi dentali.
  • Infine, a differenza di altri metalli, il titanio non interferisce con le tecniche di imaging medicale, come la risonanza magnetica.

Metalli preziosi

Quando invece parliamo delle protesi, o corone, le opzioni di miglior qualità sono quelle composte da leghe ad alto contenuto d’oro e possono costare anche 80€ al grammo.

Nelle protesi da noi selezionate, le leghe hanno per esempio un contenuto minimo d’oro che varia dal 45% al 55%, fuso con altri metalli preziosi come platino, palladio e iridio.

In particolare, quest’ultimo è uno dei metalli più costosi e rari al mondo. 

L’iridio raggiunge prezzi di gran lunga più elevati dell’oro stesso poiché è uno dei metalli più difficili da estrarre e raffinare e, quando usato in leghe con altri metalli, ne incrementa ulteriormente i costi di produzione e lavorazione.

Zirconio

Un altro materiale oggi usato nell’implantologia è lo zirconio, ancor più costoso del titanio e adatto a persone molto sensibili alle leghe metalliche o che, per ragioni di ecologia e sostenibilità, preferiscono non avere alcun tipo di metallo in bocca.

Leghe di acciaio

La lega cobalto-cromo è quella utilizzata per le riabilitazioni implantari più economiche. Presenta una certa durezza e allo stesso tempo elasticità, ma non è la scelta migliore per manufatti che devono essere inseriti in bocca, e per lungo tempo.

Il motivo è che questi metalli possono creare delle reazioni che comprometterebbero la durata di un impianto, oltre a esporti ai fastidiosi (o pericolosi) rischi di rigetto e infezioni.

Cromo, cobalto, nichel e altri metalli usati nelle riabilitazioni implantari low cost sono materiali considerati “poveri”, sono allergizzanti, e una volta messi in bocca creano delle particolari reazioni con la saliva che possono portare a gravi danni sia ai denti che all’osso.

Per darti un’idea di quanto sia una pessima scelta utilizzare questo tipo di materiale ti basti sapere che la casa produttrice di impianti dentali Nobel Biocare, famosa per le garanzie di lunga durata che offre ai dentisti, non garantisce i suoi impianti se su questi vengono inseriti materiali che non siano in titanio o zirconio.

In Hospitadella questa lega non è presente tra le alternative che offriamo ai nostri pazienti, ma le cliniche dentistiche low cost o i dentisti particolarmente economici devono per forza farlo per mantenere bassi i costi da sostenere e offrire soluzioni a prezzi più attraenti.

Ti invito quindi a fare attenzione quando scegli a chi affidarti per un intervento così delicato che deve risolverti un problema, e non creartene di nuovi.

In Hospitadella siamo sempre in continua ricerca per essere aggiornati sulle migliori alternative esistenti per i nostri pazienti. 

I materiali che selezioniamo sono solo ed esclusivamente quelli che raggiungono il massimo livello di certificazione e che hanno passato le prove di qualità più sofisticate. 

Molti dei nostri pazienti che arrivano sotto consiglio di altri a seguito di interventi eseguiti male, ci vedono come una sorta di ultima spiaggia. 

Ciò che succede nella stragrande maggioranza dei casi è che a seguito di un intervento eseguito con materiali di bassa qualità, o in modo non ottimale o in tempi non adeguati, è che a distanza di qualche mese o pochi anni i denti iniziano a dare fastidio, si muovono o fanno male.

A quel punto il paziente torna dal dentista per eseguire interventi correttivi o sostituire l’impianto problematico, ma dovendo pagare nuovamente le prestazioni.

A conti fatti, il tentativo di risparmio iniziale può rivelarsi molto costoso.

Altri fattori: la produzione degli impianti dentali

A influire sulla qualità di un impianto non sono solo i materiali, ma anche le modalità di produzione.

I principali sono due. 

  • La fusione, che crea una vite da sottoporre a lavorazioni per eliminare eventuali imperfezioni.
  • La produzione di impianti dentali tramite la tecnologia CAD/CAM (Computer-Aided Design e Computer-Aided Manufacturing), capace di creare un modello tridimensionale della vite con grande precisione e dettaglio.

Anche in questo caso, quanto più minuzioso e preciso il processo, tanto più sarà alta la qualità del lavoro finale e il suo risultato in termini di prestazione ed estetica.

Di che materiali sono fatte le protesi?

Ti ho già parlato delle leghe metalliche, ma vorrei aggiungere un ulteriore approfondimento sulle protesi.

Il materiale per le tue protesi dovrebbe essere valutato insieme al tuo dentista in base alle tue necessità, abitudini e richieste.

Per esempio, da un punto di vista meramente estetico, possono essere più traslucide o più opache. Per fumatori o persone che digrignano, si devono tenere conto altri fattori per salvaguardare la durata dei denti nel tempo. In poche parole, ogni persona ha esigenze diverse.

A influire sulla qualità del risultato finale è l’insieme dei materiali, del laboratorio che le produce e dell’idoneità per te.

Per esempio, la ceramica è ottima, ma il risultato cambia notevolmente se questa viene usata con una struttura di metalli nobili o non nobili.

La ceramica con struttura in oro è precisa, la chiusura sull’impianto è perfetta, così come la sua capacità di sopportare sollecitazioni. 

Se invece lo stesso materiale, come la ceramica, viene abbinato a una struttura in cromo-cobalto, il risultato è decisamente diverso. Il metodo di fusione non è ideale e si dovrebbe ricorrere a ceramiche di inferiore qualità. Sono meno precise, e la chiusura sul moncone non è perfetta poiché cromo e cobalto non sono duttili e malleabili come l’oro. 

Questa valutazione nel dettaglio va fatta soprattutto per le protesi definitive, mentre in prima battuta quelle in acrilico sono la scelta più pratica nella maggior parte dei casi.

Perché si usano protesi provvisorie e protesi definitive?

Le protesi definitive dovrebbero essere inserite a distanza di almeno 6 mesi dall’inserimento dell’impianto, in modo che gengive e bocca abbiano il tempo di assestarsi. Così facendo, le protesi finali avranno le misure corrette.

Molti studi dentistici, purtroppo, saltano un passaggio e usano una sola protesi, quella inserita il giorno dell’intervento.

Di certo questa scelta dà la possibilità al paziente di risparmiare, ma per quanto un basso prezzo sia attrattivo, non è una strada sicura. A livello chirurgico, lasciare le protesi dell’intervento non permette un risultato preciso perché il giorno dell’operazione le gengive sono ancora gonfie e l’osso non è abituato a ricevere i colpi della masticazione, processo a cui deve adeguarsi gradualmente.

Quando le gengive si sgonfiano, la protesi iniziale non aderisce più completamente, resta più spazio tra i denti, si accumulano più batteri e germi e questo aumenta il rischio di essere soggetti a infezioni o patologie.

La doppia protesi dovrebbe essere quindi una procedura standard sia per l’assestamento della bocca, sia per la durata nel lungo termine della protesi stessa: la resistenza dell’acrilico non è paragonabile a quella di materiali come oro, titanio, zirconio e altri metalli preziosi di cui abbiamo parlato. 

Anche per le protesi, esistono diverse modalità di produzione. Manuale, o con stampanti 3D, che permettono un grado di finezza decisamente più alto.

In che momento si scelgono le protesi?

Nella scelta delle protesi, il tuo dentista ha un ruolo chiave.

Dalla radiografia non è infatti possibile vedere tutto e l’intervento stesso si rivela prezioso: con l’osso esposto e con le gengive del paziente davanti è possibile osservare dettagli aggiuntivi che chiariscono ulteriormente quali sono le misure e i materiali più indicati per quel caso specifico.

La stragrande maggioranza dei dentisti, non avendo a disposizione un laboratorio proprio, ordina il materiale necessario in base alle conclusioni tratte da radiografie e altri controlli effettuati prima dell’intervento. Se una volta in piena operazione dovesse notare che sarebbe più opportuno usare altro, non può farlo perché dispone unicamente del materiale già richiesto.

È per questo che un grande motivo di orgoglio di Hospitadella è stato il progetto che ha portato alla creazione del nostro laboratorio, che da anni ci permette di produrre le protesi sul momento, il giorno stesso dell’operazione, solo dopo aver analizzato il paziente anche durante l’intervento.

Questa implementazione ci ha consentito di aumentare esponenzialmente la qualità finale delle riabilitazioni per i nostri pazienti: per loro, essere nelle mani di un dentista che dispone a suo piacimento di una grande varietà di opzioni tra cui identificare la più adeguata, fa un’enorme differenza.

Se mi permetti di uscire dal campo medico, è la stessa differenza che fa per un pilota avere a disposizione più macchine tra cui poter scegliere in base alle sue preferenze e alle caratteristiche della pista.

 Come si uniscono le protesi all’impianto?

I modi principali sono due: le protesi possono essere cementate o avvitate.

Oggi si va sempre più verso il modello di protesi da avvitare principalmente per due ragioni.

Per iniziare, si evita un problema che può verificarsi nella fase di cementificazione. Trattandosi di una sostanza fluida, questa può insinuarsi sotto i connettori degli impianti, lasciando residui nella testa dell’impianto inserito, creando rischi di infiammazioni sia per la gengiva che per l’osso.

Il secondo motivo è pratico: una protesi avvitata si può inserire e rimuovere con maggiore facilità. 

Conclusioni

Spero di essere riuscito a illustrarti l’ampio ventaglio di materiali che oggi esistono sul mercato per chi desidera una riabilitazione parziale o completa del proprio sorriso tramite impianti dentali.

In sintesi, nella tua scelta, deve essere fondamentale ricercare un’alta qualità di materiali perché si tratta di manufatti che saranno inseriti nella tua bocca e che dovranno restare lì per il resto della tua vita.

È vero che quanto più aumenta la qualità, tanto più le fasce di prezzo possono essere alte, ma ti assicuro che, soprattutto quando si tratta di interventi delicati e di salute, chi più spende, meno spende.

Le riabilitazioni implantari che costano poco, con leghe metalliche dal valore basso, possono dare problemi nel breve e lungo termine, problemi che si potranno risolvere solo con nuove cure e, spesso, con nuovi impianti. A quel punto, la parte economica diventa quasi l’aspetto meno molesto quando si sviluppano malesseri e dolori da affrontare.

La tua salute ha un grande valore, come di certo sai già, e in Hospitadella è nostra priorità prendercene cura.

Se vuoi consultarci per capire come identificare i migliori materiali per il tuo nuovo sorriso, trovi i contatti delle cliniche d’eccellenza Hospitadella cliccando qui.

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